Le fobie consistono in una paura persistente ed irrazionale per qualcosa che non rappresenta una minaccia reale. Questa paura non è controllabile con spiegazioni razionali ed è sproporzionata rispetto all'oggetto o alla situazione in questione; l'individuo riconosce l'irragionevolezza ma non riesce a gestirla mantenenendola anche per lunghi periodi.

Di conseguenza si attiva l'evitamento sistematico dello stimolo temuto che può causare malessere e disadattamento per la persona in questione; tale spirale di progressivi evitamenti produce l'incremento, non solo della sfiducia nelle proprie risorse, ma anche della reazione fobica della persona, al punto da interferire significativamente con la normale routine dell'individuo.

Esistono due tipi di fobie: la fobia sociale che è piuttosto invalidante: il soggetto percepisce una marcata paura delle situazioni sociali in cui il soggetto è esposto al giudizio altrui e a persone sconosciute e la fobia specifica inerente ad animali (ragni, piccioni, insetti vari), all'ambiente naturale (altezze, acqua, fuoco), sangue-ferite e aghi, situazionale (mezzi di trasporto, tunnel, ascensori).

La paura può essere scaturita da un apprendimento errato involontario per cui il soggetto associa erroneamente la pericolosità ad uno stimolo di per sè non pericoloso: processo di condizionamento classico.