Vengono distinte tre categorie principali di disturbi dell'alimentazione: l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa ed il disturbo da alimentazione incontrollata o binge eating disorder (BED).

La caratteristica centrale di questi disturbi è un'eccessiva importanza nei riguardi del peso, delle forme corporee e dell'alimentazione. Questo rende comprensibili la maggior parte dei comportamenti disfunzionali agiti: il vomito auto-indotto, l'uso improprio di lassativi o di diuretici, la preoccupazione nei confronti del mangiare e l'estrema sensibilità alle modificazioni del peso e della forma corporea.

La terapia cognitivo-comportamentale mira a modificare l'idea che il peso e le forme corporee costituiscano l'unico o il principale fattore in base al quale stimare il proprio valore personale.
Lo scopo è quello di aiutare chi soffre di questi disturbi ad imparare a gestire il proprio sintomo, a sostituirlo con comportamenti più adeguati e soddisfacenti, e a identificare e modificare alcune modalità di pensiero problematiche che favoriscono il mantenimento della patologia alimentare.
Il trattamento prevede tre fasi per una durata complessiva di almeno un anno.
La prima fase è finalizzata a normalizzare il peso e ad abbandonare i comportamenti di controllo del peso; la seconda fase tende a migliorare l'immagine corporea, la valutazione di sé e i rapporti interpersonali; la terza fase prevede l'applicazione di procedure finalizzate a prevenire le ricadute, a mantenere i risultati raggiunti durante il trattamento e a preparare la fine della terapia.